Superata la soglia della fantasia, la rinuncia è obbligata

Il 25 luglio fu caratterizzato dal dissenso interno al fascismo, dal dramma dal paese invaso e bombardato, dal tentativo della casa reale di salvare il trono, dalle preoccupazioni della chiesa di vedere il Vaticano sulla linea del fronte e dall’emergere dell’antica, cattiva abitudine delle classi dirigenti a cambiare spalla per il fucile. Oggi il Cavaliere non serve più a nessuno. Leggi Gioia intensa e sguaiata, un grigio ritorno al passato. Scene di ucronia per il dopo Cav. di Lanfranco Pace - Leggi Il sistema costituzionale prevede un capo di governo l’anno, questo è il problema di Giuliano Ferrara di Rino Formica
6 AGO 20
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Il 25 luglio fu caratterizzato dal dissenso interno al fascismo, dal dramma dal paese invaso e bombardato, dal tentativo della casa reale di salvare il trono, dalle preoccupazioni della chiesa di vedere il Vaticano sulla linea del fronte e dall’emergere dell’antica, cattiva abitudine delle classi dirigenti a cambiare spalla per il fucile. Oggi il Cavaliere non serve più a nessuno. Le corporazioni si sono trasformate in mini poteri politici e sono in lotta tra di loro; le istituzioni sono senza bussola costituzionale; gli equilibri economici e finanziari del paese non possono più essere difesi a lungo dal ministro dell’Economia, che deve governare dopo che il paese non possiede più la sovranità nazionale del bilancio e della moneta.

Urge un gabinetto degli amici del Cavaliere,
che possa stilare un amichevole ed impietoso referto di inidoneità a governare. Non un comunicato di guerra, ma un comunicato di pace che richieda un nuovo responso elettorale con un nuovo programma costituzionale di governo, con una guida rinnovata che sappia garantire alla maggioranza del paese i risparmi, il lavoro, le pensioni, la casa, un livello dignitoso di sanità e un rinnovato slancio educativo. Tutto ciò sarà possibile se entro quindici giorni sia approvata una modifica della legge elettorale che introduca la soglia del cinquanta per cento più un voto per far scattare il premio di maggioranza al partito o alla coalizione. Quando si è superata la soglia della fantasia le soluzioni di rinuncia sono obbligate. Mussolini non poté usare i moschettieri del Duce, Berlusconi non si illuda di poter usare i ragazzi della Brambilla.
di Rino Formica